- Alimentazione -

COLAZIONE: COME VALUTARE UNA BRIOCHE.

18 luglio 2018

In quest’articolo parleremo di colazione, di cappuccino e di come imparare a valutare la fragranza e la bontà delle brioches.

Per noi italiani, il top, per la colazione, è cappuccino e brioche.

Già, la brioche a colazione: una tentazione. Anche se, diciamoci la verità, ogni volta che ne addentiamo una, siamo assaliti da sensi di colpa, sia per la linea, sia per la nostra salute, soprattutto perché, difficilmente, sappiamo distinguere il prodotto di qualità da quello scadente.

Spesso, ci basta che sia buono al palato.

 

LOVE IT.

Esistono però dei parametri di valutazione che Erika Biancucci, Responsabile del Progetto Pasticceria di Love IT, il primo Food Experience Store dedicato al Made in Italy alimentare, ci svela proprio per aiutarci a scegliere.

Perché, facciamo attenzione: non sempre la brioche di bell’aspetto è anche buona, sana e digeribile.

 

PRIMO PARAMETRO DI VALUTAZIONE: IL COLORE. 

Anzitutto, osserviamo il colore. L’esterno deve essere color nocciola e l’interno giallo chiaro/paglierino: questi i colori che caratterizzano una brioche di serie A.

Sì, perché quando l’impasto è eccessivamente giallo potrebbe rivelare la presenza di troppe uova e, di conseguenza, una bassa digeribilità del prodotto.

Vi è mai capitato di aprire una brioche e trovare un impasto grigiastro? Significa che per produrre quel croissant è stata impiegata margarina.

Pochi sanno che eventuali puntini neri all’interno dell’impasto sono sinonimo di alta qualità. I semini sono, infatti, residui delle bacche di vaniglia, nettamente preferibili alla vanillina ricavata artificialmente.

 

 

SIATE ESIGENTI. ECCO GLI ALTRI PARAMETRI. 

Passiamo al profumo, quello che in genere ci rapisce e ci inebria; certo che se riuscissimo a distinguere la fragranza del burro caramellato, della vaniglia e della farina di grano, saremmo a cavallo, poiché queste note rivelano un’alta qualità nella lavorazione della brioche.

Non diffidate da eventuali note di acidità, date dalla fermentazione: in tal caso, l’impasto è lievitato correttamente e il prodotto sarà più digeribile.  Finalmente possiamo toccare con mano la nostra brioche dall’esterno croccante e dall’interno soffice: verificate stringendo l’interno della brioche fra il pollice e l’indice.

Se la pasta “torna indietro”, la brioche è lievitata in modo ottimale. Di solito, non ci soffermiamo a leggere le etichette delle brioche che prendiamo sfuse al bar, ma se andassimo a controllare, sarebbe meglio trovare pochi ingredienti e conservanti.

Evitate le brioche con troppi conservanti e con miglioratori di origine animale, come la proteasi, un insieme di enzimi presenti negli estratti purificati dal pancreas dei suini.

L’interno della brioches deve essere, inoltre, ben alveolato con fori dell’impasto di dimensione media. 

 

UNA BUONA COLAZIONE, MIGLIORA LA GIORNATA.

Mi raccomando, controllate bene perché se fossero troppo piccoli o troppo grandi potrebbero, infatti, mettere a rischio la buona digeribilità della brioche. Inoltre, se il fondo del croissant è troppo piatto, significa che c’è stato un errore nella preparazione o che manca qualcosa e la brioche non ha finito di lievitare.

Non occorre andare a fare colazione con la lente, basta davvero un po’ di spirito di osservazione anche della sfogliatura che non dovrebbe essere troppo spessa: provate a capovolgere la vostra brioche, se assume forma di conca, significa che l’impasto ha trattenuto l’umidità in cottura diventando poco digeribile.

E se scegliessimo le brioche integrali? Non sarebbe meglio? Peccato, perché non è vero che la brioche integrale sia più leggera.

Certo, ha un alto contenuto di fibre, ma il suo apporto calorico può essere persino maggiore rispetto a quello delle brioche realizzate con farine normali.

Erika Biancucci, giovane talento della pasticceria Made in Italy, prepara per la sua clientela di Praga la brioche “3L”, il croissant precotto a tripla lievitazione, croccante fuori, morbido dentro. Pochissimo burro, utilizzato solo per la leggera sfogliatura e pronte in forno in soli 8 minuti.

Chissà quando potremo assaggiarle anche in Italia.

 

P.S. E perché no, dopo una bella brioche magari ci sta anche uno yogurt. Clicca qui per saperne di più.