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SALE E ALIMENTAZIONE: IL SODIO NASCOSTO.

29 ottobre 2018

In quest’articolo parleremo di sale e di alimentazione, di sodio nascosto nei cibi confezionati e daremo alcune informazioni necessarie per capire meglio cosa mangiamo quotidianamente.

Tra i tanti comunicati che giungono, quotidianamente, in redazione, ne è arrivato uno, particolarmente interessante, di “Aquasalis  Gmbh” (azienda che ha formulato il primo “sale senza sale”, soluzione salina iposodica naturale con il 75% in meno di sodio) nel quale la nutrizionista Elisabetta Orsi offre dei consigli per riconoscere il sale nascosto.

 

SODIO NASCOSTO.

Avete presente, infatti, quella ritenzione idrica che finisce per provare inestetismi su glutei, pancia e gambe (incubo estivo di molte donne)?

Ebbene, non dipende solo dalla scarsa idratazione, ma anche dall’eccesso di sale.

“Ma io non metto il sale sul mio cibo”. Certo, ma forse non avete idea di quanto sale s’ingerisca, quotidianamente, a “nostra insaputa”.

Lo metto volutamente tra virgolette, perché come spiega Orsi, “le informazioni nutrizionali riportate sull’etichetta consentono d’individuare il sodio “nascosto” presente negli alimenti confezionati, nei condimenti e nei piatti pre-cotti.

 

DOVE SI TROVA IL SALE? 

Fate attenzione, ad esempio, alle sigle E250-E251 nitrato e nitrito di sodio, presenti nei prodotti conservati, oppure alle SIGLE DA E620 A E625, alla presenza di acido glutammico e glutammato monosodico”.

Dove è facile trovare il sale?

“Gli alimenti trasformati –spiega Orsi- hanno maggiori probabilità di contenere elevate concentrazioni di sodio, anche quando riportano la dicitura “light”. Il sale è presente nei prodotti conservati (salumi e formaggi), trasformati (scatolame, patatine, snack), nei sughi pronti, nei surgelati, in cracker, pane e biscotti.

 

 

L’OMS RACCOMANDA.

Non a caso l’OMS, che raccomanda un consumo giornaliero di sodio inferiore ai 5 mg. per un adulto, sta valutando la possibilità di creare etichette speciali per alcuni dei prodotti a maggior apporto di sodio”.

E i dolci? Sappiate che dentro a 20  grammi di biscotti ci sono 0,1 gr. di sale e in una brioche da 40 gr. sono presenti 0,4 gr. di sale.

Attenzione anche agli integratori di sali minerali.

“I più comuni contengono, oltre a zucchero, coloranti, conservanti, quantitativi di sodio più o meno elevati”.

Tutto negativo, allora? Per fortuna, no.

“Con il loro contenuto di vitamine e sali minerali, frutta e verdura di stagione sono la miglior fonte di acqua (dall’80% al 95%), di sostanze antiossidanti protettive e di enzimi per le nostre funzioni metaboliche.

Per sapere a cosa serve l’esame del sodio cliccate qui.

 

FRUTTA E VERDURA.

La verdura “viva” e cruda è ideale per aprire il pasto per il suo apporto di enzimi digestivi, mentre quella cotta è preziosa per il suo contenuto di fibra.

La frutta consumata a metà mattina e pomeriggio negli spuntini è un ottimo spezzafame, nutriente e salutare, oltre che fresco e dissetante”. Insomma, spezie e limone possono insaporire, in alternativa, le nostre pietanze. Un ultimo consiglio?

“Per capire se un prodotto è ricco di sale, controllate la tabella nutrizionale degli alimenti e considerate che il valore di riferimento dovrebbe essere inferiore a 1-1,2 g ogni 100 grammi”

 

Occhio al sale quindi e soffermatevi sull’etichettatura.

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